Author Archive

In diversi quartieri della citta’ la raccolta differenziata nel 2024 si e’ registrata molto lenta , un articolo del Giornale di sicilia del 24 ottobre mette in evidenza e approfondisce l’argomento :

“La vicenda del Cep – dove la raccolta differenziata di prossimità (quella che prevede gli ecopunti con le campane per carta, vetro, plastica e organico, ndr) dopo 7 anni si è rivelata un fallimento e si sta ritornando (dicono provvisoriamente) ai cari e vecchi cassonetti – sotto questo profilo è emblematica. Così come la lentezza con cui il servizio del porta a porta si va estendendo a tutta la città rischia questa volta di combinare guai molto seri. Precisamente, sono a repentaglio i finanziamenti di quasi 39 milioni di euro a valere sull’asse 6 del Pon Metro che hanno un timing di rendicontazione in scadenza e perlopiù riguarda l’acquisto di mezzi a supporto della differenziata. “

 

Conosciamo tutti i  vantaggi della raccolta differenziata  :

la sensibilizzazione della comunità sull’importanza della corretta gestione dei rifiuti. Attraverso campagne informative e educative, si può promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza del riciclo e della riduzione dei rifiuti, incoraggiando comportamenti sostenibili e responsabili.

Infine, la raccolta differenziata può portare a una gestione più efficiente dei rifiuti all’interno del quartiere, contribuendo a migliorare la pulizia e l’ordine delle strade e degli spazi pubblici. In questo modo, si favorisce la creazione di un ambiente più salubre e sicuro per tutti i residenti, migliorando anche l’aspetto estetico del quartiere.

fonte GDS

 

Nella classifica delle città italiane con il peggior tasso di raccolta differenziata, le prime dieci posizioni vedono un triste primato da parte di alcune città che faticano a promuovere pratiche sostenibili e a sensibilizzare la popolazione sull’importanza del riciclo.

Al primo posto di questa sfortunata classifica troviamo Napoli, con un tasso di raccolta differenziata inferiore al 20%. La città partenopea è seguita da Palermo e Catania, entrambe con un tasso intorno al 25%. Al quarto posto troviamo Taranto, con una percentuale di raccolta differenziata pari al 27%, seguita da Messina e Reggio Calabria.

Al settimo posto troviamo Matera, con un tasso di differenziata del 30%, seguita da Cagliari e Foggia, entrambe intorno al 35%. Chiude la top 10 la città di Bari, con una percentuale di raccolta differenziata pari al 38%.

Queste città, purtroppo, non riescono a implementare efficacemente politiche di riciclo e di gestione dei rifiuti, creando così un impatto ambientale negativo e compromettendo la sostenibilità del territorio. La mancanza di infrastrutture adeguate e di campagne di sensibilizzazione efficaci sembra essere la causa principale di questo problema diffuso.

 

Si e’ svolta a Rimini l’edizione 2024 di Ecomondo.

 

Ecomondo è una fiera internazionale che si tiene ogni anno a Rimini,  e si concentra sulle tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità. Durante l’evento vengono affrontati diversi argomenti legati alla gestione dei rifiuti, all’energia rinnovabile, alla gestione delle risorse idriche e alla mobilità sostenibile. L’obiettivo principale di Ecomondo è favorire lo scambio di conoscenze e le collaborazioni tra i professionisti del settore, promuovendo soluzioni innovative per affrontare le sfide ambientali contemporanee.

La fiera offre l’opportunità di incontrare esperti del settore, scoprire le ultime novità e tendenze, stabilire nuove partnership e collaborazioni, e ottenere visibilità per le proprie soluzioni e prodotti. Inoltre, Ecomondo è un luogo ideale per confrontarsi con le istituzioni governative e le organizzazioni non governative sulle politiche ambientali da adottare per affrontare le sfide del cambiamento climatico e della tutela del pianeta.

Il polistirolo, comunemente conosciuto come polistirolo espanso, è un materiale plastico utilizzato in molti oggetti di uso quotidiano come imballaggi, polistirolo per alimenti, scatole e altri manufatti. Il problema principale del polistirolo è che è difficilmente riciclabile e spesso viene  buttato insieme alla plastica nella raccolta differenziata.

Per questo motivo, come ci ricorda il Consorzio Corepla, sia che si tratti di vaschette per alimenti sia quando abbiamo tra le mani le simpatiche sfere di polistirolo presenti nella scatola del nostro acquisto online, il corretto bidone in cui buttare il polistirolo è quello della plastica.

Gli errori comuni riguardanti il polistirolo spesso derivano dalla scarsa conoscenza delle corrette modalità di smaltimento, quindi è importante informare correttamente la popolazione su dove e come conferire questo materiale. Alcuni suggerimenti utili per il corretto smaltimento del polistirolo potrebbero essere: contattare il proprio Comune per avere informazioni specifiche sui centri di raccolta specializzati, ridurre l’uso di polistirolo attraverso alternative eco-sostenibili e conferire correttamente il polistirolo non riciclabile nei centri specializzati.

Il tetrapack è un materiale composto da diverse strati di carta, alluminio e plastica utilizzato principalmente per confezionare bevande come latte, succhi di frutta e brodo. Nonostante sia un materiale riciclabile, spesso si creano dubbi su come correttamente smaltire il tetrapack nella raccolta differenziata.

Il tetrapack dovrebbe essere smaltito nel contenitore della raccolta differenziata dedicato alla carta e cartone. Questo perché, nonostante contenga anche altri materiali come plastica e alluminio, la componente predominante del tetrapack è la carta.

Molti consumatori commettono l’errore di smaltire i tetrapack nel contenitore della plastica, poiché la confezione è rivestita anche da uno strato di plastica. Questo errore può generare problemi durante il processo di riciclaggio, poiché il tetrapack non sarà separato correttamente dagli altri materiali e potrebbe compromettere la qualità del riciclo.

Ultime orientamenti di Corepla  stanno andando verso di differenziare il tetrapack nella plastica , ma tale processo e’ ancora in itinere.

In Italia, diverse città sono considerate tra le più inquinate d’Europa a causa di vari fattori, tra cui l’alta densità di traffico, l’industria pesante, l’uso intensivo di fossili combustibili e la topografia delle aree urbane che favorisce l’accumulo di inquinanti atmosferici.

Milano è una delle città più inquinate del Paese a causa del traffico intenso e della presenza di numerosi impianti industriali nelle vicinanze. La concentrazione di CO2 e PM10 nell’aria supera spesso i limiti stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, causando problemi respiratori e aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.

Torino è un’altra città fortemente inquinata, soprattutto a causa dell’industria automobilistica e dell’alto numero di autoveicoli circolanti. La presenza di gas di scarico e di polveri sottili rende l’aria poco salubre e dannosa per la salute dei residenti.

Anche Palermo e Napoli faticano a mantenere livelli accettabili di qualità dell’aria a causa dell’industria del cemento e della presenza di traffico pesante. I livelli di inquinanti atmosferici sono spesso elevati, causando problemi respiratori e riducendo la qualità della vita dei cittadini.

La mancanza di politiche ambientali efficaci e di un sistema di trasporto pubblico soddisfacente sono tra le principali cause dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane. È necessario un impegno concreto da parte delle istituzioni pubbliche e dei cittadini per ridurre le emissioni di gas serra e migliorare la qualità dell’aria nelle aree urbane.

Le misure di riduzione dell’inquinamento atmosferico includono la promozione di mezzi di trasporto ecologici, la riduzione dell’uso di combustibili fossili e l’adozione di tecnologie pulite nell’industria. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile migliorare la qualità dell’aria nelle città italiane e proteggere la salute delle generazioni future.

 

 

 

https://www.geopop.it/milano-non-e-la-terza-citta-piu-inquinata-al-mondo-vi-spieghiamo-il-perche/

Principali leggi e normative a favore del miglioramento del packaging

  1. Direttiva UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Direttiva 94/62/CE): Questa normativa europea è stata introdotta per armonizzare le misure nazionali riguardanti la gestione degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio. Gli Stati membri sono tenuti a garantire che gli imballaggi siano progettati per minimizzare il loro impatto ambientale e siano riutilizzabili o riciclabili.
    • Obiettivi di riciclaggio: La direttiva fissa obiettivi ambiziosi di riciclaggio per diversi materiali da imballaggio, spingendo le imprese a utilizzare materiali più facilmente riciclabili come carta, cartone, vetro e plastica riciclata.
  2. Normativa sull’economia circolare (Pacchetto UE Economia Circolare): Introduce una serie di iniziative legislative che promuovono la transizione verso un’economia circolare, con particolare attenzione alla progettazione di prodotti (inclusi imballaggi) che possano essere riutilizzati, riparati e riciclati.
    • Tassazione della plastica monouso: Molti Paesi europei, in linea con le direttive dell’UE, stanno introducendo tasse o divieti sull’uso della plastica monouso per spingere le aziende a trovare alternative più ecologiche.
  3. Regolamento SUP (Single Use Plastic, Direttiva 2019/904/UE): Questa direttiva mira a ridurre l’impatto ambientale di determinati prodotti in plastica monouso. Prevede il divieto di alcuni tipi di plastica e stabilisce obiettivi per la raccolta e il riciclaggio delle bottiglie di plastica.
  4. Normativa italiana sul packaging: In Italia, il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) impone alle aziende di rispettare norme sulla gestione dei rifiuti e sul riciclaggio dei materiali. Esiste anche il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), che ha il compito di gestire la raccolta e il riciclo degli imballaggi e richiede alle imprese di contribuire economicamente in base alla tipologia di materiale utilizzato.
  5. EPR (Extended Producer Responsibility): Molti Paesi applicano il principio della “responsabilità estesa del produttore”, che obbliga le aziende a farsi carico dei costi di gestione dei rifiuti derivanti dai loro prodotti, inclusi quelli di imballaggio. In tal senso, l’utilizzo di packaging più facilmente riciclabili riduce gli oneri per le imprese.

 

Le aziende che migliorano il packaging in ottica di riciclo e raccolta differenziata ottengono vantaggi competitivi, economici e d’immagine, oltre ad essere conformi alle normative sempre più stringenti in tema ambientale. Le leggi a livello nazionale e internazionale incentivano le imprese a progettare packaging sostenibili e riciclabili, per minimizzare l’impatto ambientale e contribuire alla realizzazione di un’economia circolare.

 

Le imprese e attivita produttive che conferisco presso i centri di raccolta possono usufruire di uno sgravio.

 

Lo stabilisce il dlgs  n 152 del 2006

che in sintesi  dice quanto segue :

 

Il presente decreto legislativo ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da
realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e
razionale delle risorse naturali.
[2] Per le finalità di cui al comma 1, il presente decreto provvede al riordino, al coordinamento e all’integrazione delle
disposizioni legislative nelle materie di cui all’art. 1, in conformità ai principi e criteri direttivi di cui ai commi 8 e 9
dell’art. 1 della Legge 15/12/2004, n. 308, e nel rispetto dell’ordinamento comunitario, delle attribuzioni delle regioni e
degli enti locali.
[3] Le disposizioni di cui al presente decreto sono attuate nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie
previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

e nel dettaglio all art 238


« Le utenze non domestiche che producono rifiuti urbani di cui
all’articolo 183, comma 1, lettera b-ter), numero 2., che li
conferiscono al di fuori del servizio pubblico e dimostrano di averli
avviati al recupero mediante attestazione rilasciata dal soggetto che
effettua l’attivita’ di recupero dei rifiuti stessi sono escluse
dalla corresponsione della componente tariffaria rapportata alla
quantita’ dei rifiuti conferiti; le medesime utenze effettuano la
scelta di servirsi del gestore del servizio pubblico o del ricorso al
mercato per un periodo non inferiore a due anni»

LCR supporta le aziende che conferiscono presso l’impianto  alla richiesta dello sgravio presso il proprio comune di appartenenza.

NB: L’accettazione della domanda di sgravio dipende dagli enti locali a cui viene inoltrata.

La selezione dei rifiuti plastici in un impianto di riciclaggio avviene attraverso un processo di selezione manuale  l’uso di nastro trasportatore e di compattatori.

Nella fase di selezione manuale, gli operatori lavorano per separare i diversi tipi di plastica in base alle loro caratteristiche e tipologie. Questo processo permette di individuare e separare i diversi materiali plastici, come ad esempio il PET, il PVC, il polietilene e il polipropilene.

Una volta che le diverse tipologie di plastica sono state separate, vengono utilizzati i compattatori per comprimerle e formare blocchi di dimensioni standardizzate. Questi blocchi di plastica compattati saranno poi trasportati per essere riciclati e trasformati in nuovi prodotti.

Il processo di selezione dei rifiuti plastici in un impianto di riciclaggio è fondamentale per garantire un corretto riciclo dei materiali e ridurre l’impatto ambientale legato allo smaltimento dei rifiuti. Grazie a una corretta selezione e compattazione dei rifiuti plastici, è possibile creare un ciclo di riciclo efficiente e sostenibile.

Un impianto di riciclo rifiuti è una struttura progettata per gestire in modo efficiente i rifiuti solidi urbani e industriali al fine di ridurre al minimo l’impatto ambientale e promuovere la sostenibilità. Questi impianti sono essenziali per l’eliminazione dei rifiuti in modo sicuro ed ecologico, riducendo la quantità di rifiuti che finiscono nelle discariche a cielo aperto e contribuendo alla promozione di un’economia circolare.

Il processo di riciclaggio dei rifiuti inizia con la raccolta differenziata dei materiali riciclabili, come plastica, vetro, carta e metalli, che vengono poi trasportati all’impianto per essere separati e trattati. Gli impianti utilizzano una combinazione di tecnologie avanzate, come la selezione manuale e automatica, la triturazione, il lavaggio e la separazione magnetica, per separare i diversi materiali e prepararli per il riciclaggio.

Una volta separati, i materiali vengono inviati a impianti di riciclaggio specializzati, dove vengono trasformati in nuove materie prime da utilizzare per la produzione di nuovi prodotti. Ad esempio, il vetro viene fuso e riutilizzato per la produzione di nuove bottiglie, mentre la plastica viene riciclata in granuli da utilizzare per la produzione di oggetti di plastica.

Gli impianti di riciclo rifiuti sono inoltre dotati di sistemi avanzati di controllo delle emissioni e di trattamento delle acque per garantire il rispetto delle normative ambientali e la salvaguardia della salute pubblica. Inoltre, molti impianti lavorano in collaborazione con le comunità locali per sensibilizzare sulla necessità di ridurre, riutilizzare e riciclare i rifiuti per promuovere uno stile di vita sostenibile.

In conclusione, gli impianti di riciclo rifiuti svolgono un ruolo fondamentale nel ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti solidi urbani e industriali e promuovere la sostenibilità ambientale. Attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate e pratiche di gestione sostenibili, questi impianti contribuiscono a creare un futuro più pulito e più sostenibile per le generazioni future.

 

Il 27 Giugno il Gionale di Sicilia dedica una pagina ai cambiamenti della raccolta differenziata a Palermo

estratto dell’articolo

“Si tratta di una nuova modalità di raccolta per questa tipologia di imballaggi, fino a poco tempo gestiti con la carta. Un cambiamento reso possibile dalla presenza sul territorio di un nuovo impianto – Ecorek a Termini Imerese, tecnologicamente tra i più evoluti a livello nazionale – in grado di selezionare i cartoni per bevande in maniera efficiente all’interno della raccolta multimateriale (a cui nei prossimi mesi dovrebbe affiancarsi l’impianto Lcr con una selezione manuale) – e dalla presenza di un numero elevato di cartoni per bevande all’interno del flusso multimateriale……”.. leggi tutto

 

Articolo GDS

Il Ministero dello sviluppo economico ha istituito un sostegno allo sviluppo “circolare” delle Pmi premiando quelle aziende che si distinguono nella raccolta e il recupero di rifiuti industriali e commerciali e il packaging intelligente.

 

 

I vantaggi e le leggi che spingono le industrie a migliorare le soluzioni di packaging per agevolare la raccolta differenziata sono molteplici e si inseriscono in un contesto globale di sostenibilità ambientale. Questi aspetti riguardano sia incentivi economici che l’adeguamento normativo.

Vantaggi per le industrie nel migliorare il packaging per la raccolta differenziata

  1. Riduzione dei costi di smaltimento: Utilizzare materiali riciclabili o più facilmente separabili riduce il costo del conferimento dei rifiuti alle discariche o agli impianti di incenerimento. Gli imballaggi più sostenibili possono anche generare minori costi di gestione per le municipalità, che possono trasferire questi risparmi sotto forma di incentivi fiscali o riduzione delle tariffe.
  2. Accesso a incentivi economici: In molti Paesi, esistono incentivi economici e fiscali per le aziende che adottano packaging ecologici e sostenibili. Questi incentivi possono includere sgravi fiscali, finanziamenti per l’innovazione e agevolazioni sui costi di produzione legati a materiali riciclabili.
  3. Miglioramento dell’immagine aziendale: L’adozione di imballaggi ecologici contribuisce a migliorare la reputazione delle imprese, poiché i consumatori sono sempre più sensibili alle tematiche ambientali. Le aziende che adottano soluzioni sostenibili tendono a fidelizzare di più i consumatori e ad attirare una clientela sensibile alla sostenibilità.
  4. Conformità alle normative future: Investire oggi in soluzioni di packaging sostenibili permette alle imprese di essere preparate per l’implementazione di regolamenti futuri più restrittivi riguardanti l’economia circolare e la gestione dei rifiuti.
  5. Risparmio di materie prime: Utilizzare materiali riciclati o ridurre il consumo di imballaggi può comportare una riduzione nell’uso di materie prime vergini, portando a risparmi significativi a lungo termine per l’azienda. Inoltre agevola i costi di smaltimento presso i centri di raccolta e smaltimento rifiuti.

Parliamo oggi di una attivita’ diffusa nei centri abitati di grandi dimensioni e del mondo dei rifiuti correlato : I supermercati e i centri commerciali.

Un supermercato specie se con  area carni fresche produce anche rifiuti organici come scarti di carne, ossa, grassi e pelle. Per differenziare questi rifiuti e garantire una corretta gestione, il supermercato dovrebbe dotarsi di apposite raccolte differenziate, ad esempio contenitori distinti per scarti di carne e ossa, scatole per grassi e pelle.

 

Tali attivita’ dovrebbero  adottare delle buone pratiche per ridurre la produzione di rifiuti, come la riduzione degli imballaggi o la donazione degli alimenti invenduti a enti benefici. È inoltre importante sensibilizzare il personale e i clienti sull’importanza della corretta gestione dei rifiuti e promuovere l’utilizzo di prodotti biodegradabili e compostabili.

Oltre ai rifiuti organici, si producono anche rifiuti plastici, carta, cartone e imballi , cartucce di inchiostro e batterie.

I centri commerciali producono oltre a questi rifiuti anche materie tessile, rifiuti indifferenziati, vetro, metalli etc.

Per smaltire correttamente questi tipi di rifiuti, è necessario separarli correttamente e riciclarli nel modo appropriato. È possibile organizzare la gestione dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata, che prevede la divulgazione delle regole per il corretto smaltimento dei vari tipi di rifiuti, l’utilizzo di contenitori differenziati per la raccolta e la partecipazione attiva dei cittadini.

Lcr offre il servizio di ritiro della raccolta differenziata presso supermercati e negozi della provincia di Palermo e Trapani, qualora questo volesere sganciarsi dal servizio offerto dal proprio comune di appartartenenza.

Vantaggi :

 

Il ministero ha emanato delle direttive  sulla nuova classificazione dei rifiuti  nel documento riassuntivo   DL 116 del 2020.

I comuni in questo modo hanno un quadro chiaro su come comportarsi sulle varie tipologie e livelli di pericolosita’ dei rifiuti provenienti dai cittadini e dalle attivita’ produttive.

 

L’adeguamento e l’informazione dei comuni italiani sulla classificazione dei rifiuti prodotti secondo il Decreto Legislativo 116 del 2020 è cruciale per diversi motivi. Ecco come e quanto è utile per i comuni:

1. Conformità Normativa

  • Obbligo Legale: Il Decreto Legislativo 116 del 2020 ha introdotto importanti modifiche alla gestione dei rifiuti, allineando la normativa italiana alle direttive europee. I comuni devono conformarsi per evitare sanzioni e garantire che le attività di gestione dei rifiuti siano in linea con la legge.
  • Tracciabilità e Trasparenza: La corretta classificazione dei rifiuti è essenziale per garantire la tracciabilità dei flussi di rifiuti, dalla produzione allo smaltimento, promuovendo trasparenza e responsabilità.

2. Ottimizzazione della Raccolta e Gestione dei Rifiuti

  • Efficienza Operativa: La classificazione accurata dei rifiuti permette ai comuni di ottimizzare la raccolta e lo smaltimento, riducendo i costi e migliorando l’efficienza operativa.
  • Riduzione dei Costi: Conoscere esattamente la tipologia e la quantità dei rifiuti prodotti consente ai comuni di negoziare meglio con i fornitori di servizi di smaltimento, potenzialmente riducendo le spese.
  • Pianificazione Strategica: L’informazione sulla classificazione dei rifiuti aiuta i comuni a pianificare strategie di riduzione dei rifiuti e di riciclo più efficaci, promuovendo l’economia circolare.

4. Coinvolgimento della Comunità

  • Educazione dei Cittadini: Informare la popolazione sulla classificazione e gestione dei rifiuti promuove comportamenti più responsabili e sostenibili, riducendo l’abbandono dei rifiuti e migliorando la qualità della raccolta differenziata.
  • Migliore Comunicazione: Un comune ben informato può comunicare meglio con i cittadini e le imprese locali, fornendo linee guida chiare e supporto per il corretto smaltimento dei rifiuti.

5. Accesso a Finanziamenti e Incentivi

  • Incentivi Economici: Adeguarsi alle normative può rendere i comuni idonei a ricevere finanziamenti e incentivi statali o europei per progetti di gestione dei rifiuti innovativi e sostenibili.
  • Sostenibilità a Lungo Termine: L’adozione di pratiche sostenibili e la conformità normativa possono migliorare la reputazione del comune, attrarre investimenti e promuovere lo sviluppo economico sostenibile.

 

A pagina 7 del documento riportiamo appunto il testo che dettaglia questo argomento :

—-

cosa devono fare i produttori di rifiuti?

I produttori di rifiuti devono:
▪ classificarli e codificarli (“che rifiuti produco?”);
▪ per i rifiuti speciali (pericolosi e non):
• detenerli nel rispetto delle condizioni del deposito temporaneo (salvo autorizzazione);
• provvedere direttamente al loro recupero o smaltimento, facendosi autorizzare a tal fine,
oppure
• consegnarli a soggetti abilitati tramite trasportatori abilitati (salvo provvedere
direttamente al trasporto avendone preventivamente ottenuto l’abilitazione);
• osservare, nei casi previsti, gli obblighi relativi al formulario di identificazione per il
trasporto, al registro di carico e scarico, alla presentazione della comunicazione annuale
(MUD)

——-

 

vedi DL integrale

 

Il Comune e la RAP hanno lavorato dal 2011 perche possa partire in modo adeguato la raccolta differenziata nella citta’ di Palermo.

 

Oggi i quartieri serviti  secondo il sito della RAP sono:

-Addaura-Mondello-Sferracavallo

-Ugo La Malfa e via Nenni

-Politeama-Massimo

-Strasburgo

Gli orari di ritiro e il calendario varia da zona a zona e ci sono difefrenze tra le utenze private e le utenze commerciali , inoltre vi sono differenze tra le utenze commerciali food e non food come in questo esempio relativo a Politeama-Massimo

 

 

 

 

Per gli utenti che volessere consultare il calendario a seguire i nuovi  calendari raccolta aggiornati al 2024

vedi dettagli

 

 

I centri di raccolta a Palermo

Un articolo del Giornale di Sicilia del 8gennaio 2024 ci fa un po un report su dove finisce  il rifiuto di alluminio e plastica raccolto nelle aree e nei quartieri di Palermo dove si fa la differenziata.

I quartieri in questione sono in aumento e si ampliano in modo dinamico ed a macchia di leopardo.

 

Nell’articolo si precisa anche che nella citta’ l’alluminio si raccoglie in determinate aree assieme alla plastica.

L’impianto di Partinico in provincia di Palermo e’ citato assieme ad altre piattaforme nel testo estrapolato che segue :

”  Gli imballaggi in materiali misti – plastica/acciaio e alluminio -, provenienti sia da raccolta differenziata porta a porta che dai Centri comunali di raccolta, sono destinati all’impianto Ecorek in contrada Tonnarella a Termini Imerese, quelli provenienti dalla raccolta differenziata stradale alla Lcr srl in contrada Sant’Anna, a Partinico. Entrambe sono piattaforme Corepla. I metalli (latte e lattine di acciaio e alluminio), separati mediante la selezione, ai consorzi Cial e Ricrea.

fonte : GDS leggi intero articolo sulla situazione a palermo

 

DALLA CONTAMINAZIONE AL CONTROLLO DI QUALITA’

Nel mondo dei rifiuti, uno stock di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata può essere definito qualitativamente buono e non contaminato da altri materiali quando soddisfa determinati criteri di purezza e conformità. Ecco alcuni dei principali aspetti da considerare:

  1. Bassa Contaminazione:
    • Lo stock deve contenere una percentuale molto bassa di materiali non conformi o contaminanti (es. plastica nei rifiuti organici, vetro nella carta, ecc.). La contaminazione dovrebbe essere inferiore a una soglia specifica, spesso fissata dalle autorità locali o dai centri di riciclaggio.
  2. Conformità al Tipo di Materiale:
    • Il materiale raccolto deve essere omogeneo e corrispondere al tipo di raccolta prevista (es. solo carta, solo plastica, solo vetro, ecc.).
  3. Pulizia del Materiale:
    • I rifiuti differenziati dovrebbero essere il più possibile puliti. Ad esempio, nel caso della plastica, è preferibile che i contenitori siano stati risciacquati per eliminare residui di cibo o liquidi.
  4. Assenza di Materiali Pericolosi:
    • Non devono essere presenti materiali pericolosi o tossici che possano compromettere la sicurezza del processo di riciclaggio o la qualità del materiale riciclato.
  5. Selezione Adeguata:
    • Devono essere rispettate le linee guida locali per la selezione e separazione dei rifiuti. Ad esempio, non ci devono essere etichette, tappi o altri componenti non riciclabili nei rifiuti raccolti.
  6. Bassa Percentuale di Rifiuti Residuali:
    • La frazione di rifiuti residui, ovvero i rifiuti non riciclabili presenti nello stock, dovrebbe essere molto bassa. Questo garantisce che la maggior parte del materiale possa effettivamente essere riciclata.

Indicatori di Qualità

Per valutare la qualità dello stock di rifiuti differenziati, vengono spesso utilizzati indicatori specifici:

  • Percentuale di impurità: misura la quantità di materiali non conformi presenti.
  • Peso specifico: può essere usato per determinare la densità del materiale e, indirettamente, la presenza di contaminanti.
  • Test di purezza: analisi chimiche o visive per determinare la presenza di contaminanti.

Gli enti e i comuni che conferiscono quindi rifiuti agli impianti di smaltimento autorizzati sono tenuti a rispettare le norme e gli indicatori descritti sopra, in ogni caso i contratti stipulati con tali centri prevedono degli articoli che dettagliano appunto tali aspetti.

Procedure di Controllo degli impianti di riciclo

L’impianto di stoccaggio e smaltimento (o riciclaggio) una volta accolto lo stock dovra effettuare controlli di qualita per il proprio rendiconto e per poter valutare i prodotti conferiti dai singoli clienti nel tempo.

Le procedure sono :

  • Ispezioni Visive: prima di accettare lo stock, può essere effettuata un’ispezione visiva per identificare evidenti contaminanti.
  • Campionamento e Analisi: prelievo di campioni rappresentativi per un’analisi più dettagliata.

 

Cosa sono Rifiuti industriali legnosi ?

Il nostro impianto di riciclaggio presta servizio di smaltimento a quelle attivita’ produttive del territorio (Palermo e Trapani) che devo eseguire lo smaltimenti di scarti di lavorazione legnosi ( rifiuti industriali legnosi ) , come per esempio Falegnamerie e impianti di lavorazione del legno.

 

Un’azienda di lavorazione del legno deve adottare pratiche responsabili per lo smaltimento dei rifiuti legnosi, assicurando la protezione dell’ambiente e la conformità alle normative vigenti.

In primis l’operatore deve separare adeguatamente gli scarti  differenziandoli per tipologia e grado di pulizia.

Gli scarti puliti di questi rifiuti industriali legnosi, come trucioli e segatura non trattata, possono essere riciclati o utilizzati come biomassa per produrre energia.

Lcr effettua ritiro presso le sedi delle attivita’ produttive e riciclaggio secondo le normative vigenti.