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‘educazione al riciclo’

Cosa sono i RAEE?

I RAEE sono  rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, comprendono elettrodomestici, computer, telefoni. Richiedono raccolta dedicata, trattamento sicuro e recupero di materiali riciclabili, per ridurre inquinamento, preservare risorse e salute pubblica.

 

I rifiuti RAEE contengono metalli preziosi e rame, tra cui oro e rame, presenti in quantità variabili a seconda della tipologia di apparecchiature e del livello di riciclo. Per l’oro, le stime medie indicano una concentrazione tipica compresa tra 0,1 e 0,3 grammi per chilogrammo di rifiuto (g/kg). In pratica significa circa 100–300 milligrammi di oro per ogni chilogrammo di RAEE; valori più alti si riscontrano in alcune tipologie di schede o dispositivi di fascia elevata, ma la media di sistema resta contenuta, rendendo l’oro una risorsa preziosa da recuperare con tecnologie adeguate.

Le lotte e l’accaparramento di materie prime  purtroppo e’ la causa di  conflitti passati e attuali, bene tanto rame e oro sono  nascosti nei nostri elettrodomestici e circuiti integrati, fili sdi connessione , alimentatori ect

Il rame,  è presente in quantità decisamente maggiore dell’oro : mediamente tra 15 e 60 g/kg, con una media spesso attestata intorno ai 25–30 g/kg. Le parti ad alto contenuto di rame includono cablaggi, connettori, schede e sistemi di raffreddamento; la sua abbondanza rende il rame uno dei principali vettori di recupero nel flusso RAEE.

 

 

 

Le stime variano in funzione del mix di dispositivi: telefoni, computer, elettrodomestici e piccoli elettrodomestici possono spostare l’intervallo in alto o in basso, a seconda della densità di circuiti stampati e componenti metallici.

Chaiarmente le quantita’ di metalli prezioni recuperate dipende dalle modalita’ di recupero, dai centri  che operano il disassemblaggio , ma comunque parliamo di numeri che rendono redditizie diverse neoaziende in Italia

I rifiuti elettri e elettronici com epossiamo immaginare sono in pieno aumento, buttiamo in media un cellulare ogni 2 anni e un pc ogni 3 anni, un frigo ogni 4 anni e una tv ogni 4 /5 anni, pe rnon parlare di schermi, tasteiere mouse, cavi usb, alimentatori, gruppi di continuita tablet etc.

Questi rifiuti vanno trattati come RAEE e nion come indiferenziata, e gestiti in deiverse modalita dai veri comuni e enti locali , possono passare anche da  processi di pre-trattamento.

Il dimensionamento degli impianti e definire canali di raccolta adeguati,  sono le variabili che variano il  rendimento  e riducono  i costi operativi di questo riciclo molto specifico e in grande crescita.

NB: le cifre fornite rappresentano stime generali e possono variare notevolmente in funzione del tipo di RAEE, della provenienza geografica e dell’età degli apparecchi.

 

 

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Ecco una panoramica sintetica dei problemi che spesso incontra la raccolta differenziata in Italia, con attenzione alle criticità legate al vetro, alle plastiche e al caso in cui alcuni comuni raccolgono alluminio e vetro insieme. È fondamentale analizzare e consultare sempre le linee guida ufficiali del proprio comune per ogni materiale, perché le indicazioni possono variare.

Cerchiamo di analizzare in questo articolo i problemi e le barriere piccole  e grandi che gli italiani hanno riscontrato in questi anni di , regime e progetto pilota per taluni  comuni .

Risolvere le problematiche dei cittadini significa agevolare e aumentare considerevolmente il volume e la percentuale di raccolta differenziata nelle nostre comunita’,  questo articolo tende a approfondire tale argomento analizzando problematiche che nascono con vetro, plastiche e altri rifiuti.

Come riciclare il vetro?

I problemi principali riguardano la contaminazione e la diversità dei tipi di vetro.

Quando ci imbattiamo nel depositare nel nostro bidone di casa il vetro, non ci rendiamo conto che non tutto il vetro e’ uguale, questo verra’ poi riselezionato nei centri dedicati a tale scopo.

Da parte nostra e’ essenziale pulire i contenitori e se occorre separare dal tappo in alluminio .

Non tutto il vetro è uguale: bottiglie e vasetti di vetro di bevande o alimentare richiedono gestione distinta rispetto a vetri di lampade, specchi, ceramiche o vetrate. Il vetro colorato/contenitore può avere regole diverse dal vetro bianco di bottiglia. La presenza di ceramiche, porcellane, lucidi o specchi irrita gli impianti di riciclo e riduce la qualità del materiale recuperato.

Anche lampadine e vetri temperati non sempre sono accettati nei contenitori del vetro, a seconda delle linee guida comunali.

riciclo del vetro

riciclo del vetro

Riciclo Plastiche

Le plastiche presentano una complessità superiore: differenze tra PET, HDPE, PVC, PE-LD, PP e multi-strati; molti comuni richiedono di conferire solo i contenitori e gli imballaggi plastici puliti. Le plastiche nere, difficili da riconoscere per gli impianti di selezione ottica, sono spesso problematiche. I contenitori trasparenti o opachi possono includere coperchi in metallo o plastica, che talvolta vanno in contenitore separato o con i rifiuti metallici, a seconda delle regole locali.

I residui alimentari degradano la qualità del materiale riciclato; è utile sciacquare e rimuovere etichette quando richiesto. Attenzione ai multipli materiali (barattoli con film o rivestimenti).

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 In alcuni comuni la raccolta può essere eterogenea, accorpando vetro e alluminio.

Questo crea contaminazione e può compromettere la qualità del vetro o del metallo recuperato. Meglio evitare la miscelazione e comunque attenersi alle indicazioni locali: separare vetro puro da alluminio, soprattutto per lattine, tappi e componenti metal, se richiesto. La consultazione delle linee guida locali evita errori comuni e migliora la resa del riciclo.

 

Punti di raccolta e RAEE/voluminosi

  • Punti di raccolta comune: isole ecologiche, eco-centri e conferimenti sporadici per materiali specifici.
  • Rifiuti voluminosi: ritiri a domicilio su prenotazione o conferimenti presso l’ecocentro.
  • RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche): punti di conferimento in centri comunali, negozi di elettronica che offrono take-back, o isole RAEE dedicate.
  • Iniziative locali: calendari di ritiro, servizi gratuiti o a pagamento, e modalità di consegna disponibili sul sito del Comune.

In sintesi, la chiave è consultare le linee guida specifiche per ogni materiale (vetro, plastica, metalli) e per la gestione di RAEE e rifiuti voluminosi: segnalano cosa conferire, dove, quando e come prepararsi per mantenere alta la qualità del riciclo.

Il corretto riciclo delle pile esauste.

Le batterie esauste sono considerate rifiuti speciali perché contengono sostanze tossiche che, se liberate nell’ambiente(marino o terreno) , possono provocare gravi danni alla salute e agli ecosistemi. In particolare, molte pile contengono mercurio, cadmio, piombo e cromo. Questi metalli pesanti sono persistenti: si accumulano nel suolo, nelle acque del mare e nelle acque sotterranee e lungo la catena alimentare, dove possono rivelare effetti nocivi anche a basse concentrazioni ma per lunghi periodi.

Da quando il consumo di pile e’ diventato triplicato per utilizzo di  piccoli elettrodomestici a pila, mouse e tastiere wifi, etc il consumo di pile e il loro smaltimento e’ cruciale, questo ha un volume sempre piu grande e ricorsiamo che una pila può inquinare anche 10.000 lt di acqua e 10 mc di terreno

Per questo motivo non vanno gettate nell’indifferenziata né lasciate in luoghi non autorizzati: una lieve perdita da una pila deteriorata può contaminare vaste quantità di acqua e terreni. Si stima che un solo grammo di materiale contenuto in una pila possa inquinare fino a mille litri d’acqua, compromettendo la potabilità e la biodiversità. Per minimizzare i rischi esistono appositi percorsi di raccolta differenziata e impianti di trattamento che isolano e neutralizzano queste sostanze pericolose.

Come sappiamo il consumo di pile e’ aumentato, ma nonostante tutto molte persone ignorano ancora le corrette modalità di conferimento: depositarle nei rifiuti comuni è assolutamente vietato e dannoso. Seguendo le procedure adeguate si puo’ evitare la dispersione di metalli pesanti, si favorisce il riuso delle risorse e si tutela l’ambiente per le generazioni future. Se non si è certi della procedura, consultare i vademecum del vostro comune o dei  centri di raccolta per acquisire indicazioni chiare.

 

 

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altri articoli # riciclo rifiuti palermo

I rifiuti ingombranti sono oggetti di grandi dimensioni che non entrano nei contenitori normali: divani, poltrone, tavoli, armadi, vecchi elettrodomestici, componenti d’arredo e talvolta imballaggi voluminosi. Il primo ostacolo è la differenziazione: spesso questi materiali sono misti e difficili da classificare perché contengono legno, metallo, plastica, tessuti e vetro insieme. Per una gestione corretta è indispensabile conoscere le norme del proprio comune: molte città prevedono una raccolta dedicata o il ritiro a domicilio su appuntamento, oppure un conferimento agli ecocentri o alle isole ecologiche. Preparazione: vuotare gli oggetti, rimuovere elementi non essenziali, separare gli imballaggi; per gli elettrodomestici rimuovere componenti potenzialmente pericolosi come batterie o accumulatori. Imballaggi: carta, cartone, plastica e metallo vanno differenziati secondo le linee guida locali e seguono percorsi di riciclo o smaltimento specifici.

Anche i comuni che si affacciano da poco alla differenziata sono organizzati con numeri di supporto per la gestione di elettrodomestici, sedie e rifiuti ingombranti difficili da gestire autonomamente. A prescindere da piccoli disservizi sulla tempisitca il vs comune è tenuto a affiancarvi in tali azioni ecogreen e civiche.

Vi indichiamo qui il numero attuale disponibile a Palermo : 800.237.713 (dalla rete fissa) o il numero 091.6491303 (da rete mobile).

 

Ciclo di fine vita: preferire la riparazione, la donazione o la rivendita quando possibile; i pezzi riutilizzabili si possono donare o vendere. Se non riutilizzabili, conferirli agli impianti di riciclo che separano metallo, legno, plastica e vetro. Evitare abbandoni: danneggiano l’ambiente e sono illegali. Così si riducono i rifiuti destinati alle discariche, si risparmiano risorse ed energia, e si promuove una cultura della responsabilità: smontare, restituire e riciclare sono oggi pratiche normali ovunque.

Il vetro è un materiale 100% riciclabile e può essere rifuso e riutilizzato potenzialmente
all’infinito senza perdere qualità. In media, il vetro può essere riciclato anche 15 volte o
più, rendendolo una delle risorse più sostenibili. In Italia, la raccolta differenziata del vetro
è ben avviata: nel 2023 sono stati raccolti oltre 2,5 milioni di tonnellate, con un tasso di
riciclo vicino al 78%, in linea con gli obiettivi europei. L’Unione Europea ha fissato il
traguardo del 75% di riciclo degli imballaggi in vetro entro il 2030, un obiettivo che molti
Paesi stanno raggiungendo o superando.

ricilo vetro e rifiuti palermo trapani

“Riciclare il vetro e’ uno dei percorsi virtuosi piu vecchi nel nostro mondo industrializzato,
ricorso nel 1980 le prime cataste di vetro a palermo e auspicavo in una veloce
implementazione di tutti i rifiuti in città”

A livello globale, l’Europa è leader nel riciclo del vetro, con Germania, Belgio e Svezia tra i
Paesi più virtuosi. Invece, in molte aree del mondo – come Africa, parte del Asia e
America Latina – il riciclo del vetro è ancora scarso per mancanza di infrastrutture,
consapevolezza e sistemi di raccolta efficaci. In questi Paesi, il vetro spesso finisce in
discarica.
Il consumo globale di vetro è in crescita, spinto da settori come alimentare, cosmetica e
farmaceutica. Promuovere la raccolta differenziata e il riciclo a livello mondiale è
fondamentale per ridurre l’impatto ambientale e valorizzare una risorsa durevole e
circolare come il vetro.

Acquistare in vetro anziche in altri materiali non riciclabili puo’ aiutare paradossalmente il pianeta, dando per scontato che si effettui una adeguata e continuativa raccolta differenziata .

Principali leggi e normative a favore del miglioramento del packaging

  1. Direttiva UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Direttiva 94/62/CE): Questa normativa europea è stata introdotta per armonizzare le misure nazionali riguardanti la gestione degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggio. Gli Stati membri sono tenuti a garantire che gli imballaggi siano progettati per minimizzare il loro impatto ambientale e siano riutilizzabili o riciclabili.
    • Obiettivi di riciclaggio: La direttiva fissa obiettivi ambiziosi di riciclaggio per diversi materiali da imballaggio, spingendo le imprese a utilizzare materiali più facilmente riciclabili come carta, cartone, vetro e plastica riciclata.
  2. Normativa sull’economia circolare (Pacchetto UE Economia Circolare): Introduce una serie di iniziative legislative che promuovono la transizione verso un’economia circolare, con particolare attenzione alla progettazione di prodotti (inclusi imballaggi) che possano essere riutilizzati, riparati e riciclati.
    • Tassazione della plastica monouso: Molti Paesi europei, in linea con le direttive dell’UE, stanno introducendo tasse o divieti sull’uso della plastica monouso per spingere le aziende a trovare alternative più ecologiche.
  3. Regolamento SUP (Single Use Plastic, Direttiva 2019/904/UE): Questa direttiva mira a ridurre l’impatto ambientale di determinati prodotti in plastica monouso. Prevede il divieto di alcuni tipi di plastica e stabilisce obiettivi per la raccolta e il riciclaggio delle bottiglie di plastica.
  4. Normativa italiana sul packaging: In Italia, il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) impone alle aziende di rispettare norme sulla gestione dei rifiuti e sul riciclaggio dei materiali. Esiste anche il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI), che ha il compito di gestire la raccolta e il riciclo degli imballaggi e richiede alle imprese di contribuire economicamente in base alla tipologia di materiale utilizzato.
  5. EPR (Extended Producer Responsibility): Molti Paesi applicano il principio della “responsabilità estesa del produttore”, che obbliga le aziende a farsi carico dei costi di gestione dei rifiuti derivanti dai loro prodotti, inclusi quelli di imballaggio. In tal senso, l’utilizzo di packaging più facilmente riciclabili riduce gli oneri per le imprese.

 

Le aziende che migliorano il packaging in ottica di riciclo e raccolta differenziata ottengono vantaggi competitivi, economici e d’immagine, oltre ad essere conformi alle normative sempre più stringenti in tema ambientale. Le leggi a livello nazionale e internazionale incentivano le imprese a progettare packaging sostenibili e riciclabili, per minimizzare l’impatto ambientale e contribuire alla realizzazione di un’economia circolare.

L’estate è un periodo dell’anno in cui aumenta il consumo di prodotti monouso e di conseguenza anche la produzione di rifiuti. Questo incremento è spesso legato alle attività all’aperto, come picnic e soste in spiaggia.

Una corretta gestione dei rifiuti estivi è fondamentale per preservare l’ambiente. In questo articolo esploreremo i rifiuti estivi più comuni e forniremo consigli su come smaltirli nel modo corretto.

Rifiuti in Plastica

  1. Bottiglie d’acqua e di bibite: Le bottiglie di plastica sono tra i rifiuti estivi più frequenti. È importante riciclarle correttamente, conferendole negli appositi contenitori per la plastica. Una soluzione ecologica è l’utilizzo di bottiglie riutilizzabili.
  2. Sacchetti di plastica: Molti sacchetti di plastica finiscono nei mari e negli oceani, causando gravi danni alla fauna marina. Utilizzare borse riutilizzabili è una scelta più sostenibile. Se si utilizzano sacchetti di plastica, è essenziale smaltirli nei contenitori dedicati.
  3. Posate e piatti monouso: Anche questi rifiuti sono molto comuni in estate. Optare per alternative biodegradabili o riutilizzabili è un passo avanti per ridurre l’impatto ambientale. Se si utilizzano quelli di plastica, devono essere conferiti nella raccolta differenziata.

Rifiuti Organici

  1. Avanzi di cibo: Durante le feste e i picnic estivi, gli avanzi di cibo possono essere numerosi. Questi rifiuti devono essere smaltiti nei contenitori per l’organico, dove verranno trasformati in compost. Evitare lo spreco alimentare è un altro modo per ridurre i rifiuti organici.
  2. Frutta e verdura: Bucce e scarti di frutta e verdura possono essere compostati. In alternativa, si possono utilizzare per creare fertilizzanti naturali per il giardino.

Rifiuti di Carta e Cartone

  1. Tovaglioli e piatti di carta: Questi materiali, se puliti, possono essere riciclati insieme alla carta. Tuttavia, se sono sporchi di cibo, devono essere conferiti nei rifiuti organici.
  2. Imballaggi di cartone: Gli imballaggi di cartone, come le scatole delle pizze, devono essere appiattiti e conferiti nella raccolta della carta. Anche in questo caso, se sono sporchi di cibo, vanno nell’organico.

Rifiuti di Vetro

  1. Bottiglie di vetro: Le bottiglie di vetro di bevande estive devono essere conferite nei contenitori per il vetro. È importante sciacquarle prima del riciclo per evitare contaminazioni.

Rifiuti Elettronici

  1. Dispositivi elettronici: Batterie portatili e dispositivi elettronici usati in vacanza devono essere smaltiti nei punti di raccolta dedicati ai rifiuti elettronici, per evitare danni ambientali dovuti ai componenti tossici.

Altri Consigli per una Corretta Gestione dei Rifiuti Estivi

  • Educazione e sensibilizzazione: Informare amici e familiari sull’importanza della corretta gestione dei rifiuti.
  • Pulizia dei luoghi pubblici: Partecipare o organizzare giornate di pulizia in spiaggia o nei parchi.
  • Riduzione al consumo: Optare per prodotti con meno imballaggi e preferire l’acquisto di beni sfusi.

Il cittadino deve fare la sua parte sara’ poi cura delle amministrazioni locali conferire in adeguati impianti di riciclaggio e smaltimento adeguato.

I comuni che hanno nel proprio territorio spiagge e aree picnic, aree barbecue sono tenuti ad attrezzare tali aree con i contenitori adeguati alla raccolta differenziata.

Questi devono essere svuotati periodicamente e conferiti presso impianti di smaltimento.

Ricordiamo che per i comuni i rifiuti provenienti dalla differenziata sono una fonte di introito. Gli impianti di smaltimento remunerano gli enti che conferiscono i rifiuti, a patto che questi siano di qualita’.

Per rifiuti di qualita’ o di bassa contaminazione, si intendono quei rifiuti che non sono sporchi di corpi estranei  a quelli autorizzati.

Un rifiuto quindi di platica non deve contenere oggetti di altro genere , e cosi per le altre macrocategorie come carta, alluminio e legno.

 

 

Negli ultimi decenni, la consapevolezza sull’importanza di preservare il nostro pianeta si è diffusa sempre di più. Un elemento chiave per garantire un futuro sostenibile è l’educazione al riciclo, e le scuole svolgono un ruolo fondamentale in questo processo di apprendimento. Questo articolo esplorerà l’importanza di educare al riciclo nelle scuole, analizzando come questa pratica non solo preserva l’ambiente, ma insegna anche importanti lezioni di responsabilità e cittadinanza.

1. Riduzione degli Impatti Ambientali

E’ importante educare al riciclo inizia nelle aule, insegnando ai giovani studenti l’importanza di ridurre gli sprechi e riutilizzare le risorse. Questo non solo aiuta a preservare le risorse naturali, ma riduce anche l’inquinamento causato dai rifiuti non smaltiti correttamente. I bambini imparano a differenziare i rifiuti, contribuendo così a ridurre l’accumulo di rifiuti in discariche, inceneritori e negli oceani.

2. Crescita della Consapevolezza

Educare al riciclo crea una consapevolezza critica sugli impatti ambientali delle nostre azioni quotidiane. I bambini che imparano a riciclare nelle scuole diventano adulti consapevoli, portando con sé queste abitudini ambientali responsabili nella loro vita quotidiana. Questa consapevolezza si diffonde anche nelle comunità, creando un effetto a catena positivo.

3. Sviluppo di Competenze Sociali

Il riciclo nelle scuole può essere organizzato come attività di gruppo, insegnando agli studenti l’importanza del lavoro di squadra e della cooperazione. Inoltre, coinvolgere gli studenti in progetti di riciclo può aiutarli a sviluppare competenze di leadership, comunicazione e problem-solving, competenze fondamentali per il loro futuro.

4. Promozione della Sostenibilità Economica

L’educazione al riciclo non riguarda solo l’ambiente, ma anche l’economia. Insegnando ai giovani come il riciclo può ridurre i costi di produzione e promuovere l’uso efficiente delle risorse, si crea una futura generazione di imprenditori e consumatori consapevoli, contribuendo così alla sostenibilità economica.

5. Responsabilità Individuale e Cittadinanza Attiva

Insegnare ai bambini a riciclare promuove un senso di responsabilità individuale verso la citta’. Quando crescono con questa consapevolezza, diventano cittadini attivi e responsabili che si preoccupano dell’ambiente e delle generazioni future. Questo senso di responsabilità collettiva è essenziale per affrontare le sfide ambientali globali.

Dalle scuole ogni allievo puo’ portare a casa diverse informazioni e con queste

Aumentare la sensibilita’ della famiglia.

esempio di calendario differenziata per privati a palermo area 2