Pile esauste: perché sono rifiuti pericolosi
Il corretto riciclo delle pile esauste.
Le batterie esauste sono considerate rifiuti speciali perché contengono sostanze tossiche che, se liberate nell’ambiente(marino o terreno) , possono provocare gravi danni alla salute e agli ecosistemi. In particolare, molte pile contengono mercurio, cadmio, piombo e cromo. Questi metalli pesanti sono persistenti: si accumulano nel suolo, nelle acque del mare e nelle acque sotterranee e lungo la catena alimentare, dove possono rivelare effetti nocivi anche a basse concentrazioni ma per lunghi periodi.
Da quando il consumo di pile e’ diventato triplicato per utilizzo di piccoli elettrodomestici a pila, mouse e tastiere wifi, etc il consumo di pile e il loro smaltimento e’ cruciale, questo ha un volume sempre piu grande e ricorsiamo che una pila può inquinare anche 10.000 lt di acqua e 10 mc di terreno

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Per questo motivo non vanno gettate nell’indifferenziata né lasciate in luoghi non autorizzati: una lieve perdita da una pila deteriorata può contaminare vaste quantità di acqua e terreni. Si stima che un solo grammo di materiale contenuto in una pila possa inquinare fino a mille litri d’acqua, compromettendo la potabilità e la biodiversità. Per minimizzare i rischi esistono appositi percorsi di raccolta differenziata e impianti di trattamento che isolano e neutralizzano queste sostanze pericolose.
Come sappiamo il consumo di pile e’ aumentato, ma nonostante tutto molte persone ignorano ancora le corrette modalità di conferimento: depositarle nei rifiuti comuni è assolutamente vietato e dannoso. Seguendo le procedure adeguate si puo’ evitare la dispersione di metalli pesanti, si favorisce il riuso delle risorse e si tutela l’ambiente per le generazioni future. Se non si è certi della procedura, consultare i vademecum del vostro comune o dei centri di raccolta per acquisire indicazioni chiare.
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